Persone da non perdere
(Napoli 1972) Dopo gli studi a Siena e 15 anni in grandi aziende in Italia e all’estero, dal 2012 è un’imprenditrice sociale. Nel 2012, a Milano, ha co-fondato Piano C, il primo co-working con area bambini in Italia. L’anno successivo, insieme ad Andrea Vitullo, ha lanciato maam–maternity as a master: una teoria che dimostra come le intense attività di cura allenino competenze trasversali essenziali anche sul lavoro. Per questo progetto è stata nominata fellow di Ashoka, la rete mondiale che seleziona i migliori imprenditori sociali al mondo. È socia ad honorem dell’organizzazione non governativa CESVI e ha due master: Marta, di 9 anni, e Luca, di 6, che la ricaricano ogni sera perché ogni mattina torni a fare impresa.

Qualcosa di particolarmente emozionante a cui stai lavorando adesso?

Si sta chiudendo un ciclo di 5 anni: nel 2012 ho fondato Piano C, il primo coworking in Italia ad avere la possibilità di venire con i propri figli piccoli, e ideato maam–maternity as a master, ed entrambi questi progetti sono a un punto di trasformazione. MAAM è oggi il progetto che seguo a tempo pieno: da meno di due anni vendiamo alle aziende una piattaforma digitale che evidenzia come la maternità sia un’opportunità per migliorare le proprie competenze trasversali, e siamo cresciuti molto. Adesso siamo pronti a fare un “balzo di crescita”: si chiamano così i momenti, nella vita dei neonati, in cui da un giorno all’altro te li ritrovi che sanno fare cose mai fatte prima. È emozionante vedere il team che si consolida e si rafforza, scoprire che sappiamo fare cose, tutti insieme, che convincono aziende enormi e famose a fidarsi di un progetto che solo due anni fa sembrava folle. Ed è emozionante conquistarsi il budget cliente per cliente, con trattative estenuanti, festeggiando ogni piccola conquista. Ma la cosa più emozionante è vedere che il nostro prodotto funziona, e sta immettendo nel mondo del lavoro delle energie nuove attraverso delle risorse che sono sempre state considerate problematiche: le donne in maternità. Sono proprio loro, le donne – e da qualche mese anche gli uomini, che fanno il percorso per i papà – a darmi le emozioni più grandi: con quello che scrivono, che fanno e che ci restituiscono. Il video di MAAM, finito su Facebook grazie ad una di loro, è stato condiviso migliaia di volte e ha avuto un milione di visualizzazioni. Noi siamo solo la cornice: loro sono il quadro.

Le interviste