Persone da non perdere

(1981) Laureata in Pedagogia con un master in progettazione europea, consulente in euro-progettazione per enti locali ed enti privati, è un’imprenditrice nel settore delle energie rinnovabili. Da sempre attiva nell’associazionismo sociale legato a temi educativi e culturali e volto a sostenere le fasce più deboli, nel 2014 è stata chiamata – da tecnica – a seguire come Assessore la parte progettazione e attrazione di fondi comunitari sull’area Smart City del Comune di Siracusa. Successivamente, da assessore alle Politiche Scolastiche ed Educative ha ripensato i rapporti con il territorio mettendo in rete tutti gli Istituti comprensivi e coinvolgendo dirigenti, docenti e genitori. Si è dimessa dal suo incarico al Comune di Siracusa nel 2017. Dal 2016 è stata anche coordinatore nazionale in ANCI del gruppo “Competenze digitali e innovazioni sociali”. Fedele alla teoria di Lefebvre, è convinta che la “città ideale” è “una continua opera degli abitanti”. Proprio per questo ha presentato il Manifesto di Siracusa Città Educativa: un patto educativo sottoscritto da enti, istituzioni, associazioni, cittadini. Ha ripreso di recente il suo impegno politico, aderendo a Movimenta, di cui è – assieme a Andrea Bartoli e Toti Di Dio – referente regionale per la Sicilia. 


Qualcosa di particolarmente emozionante a cui stai lavorando adesso?

Nella vita di ognuno di noi c’è un progetto speciale nascosto sul fondo di un cassetto. C’è quella cosa lì, per cui sei disposto ad aspettare anche anni, perché alcuni progetti per partire hanno bisogno delle condizioni giuste e soprattutto della giusta dose di coraggio. Quel momento, per me, è arrivato un anno fa. Mi sono sempre occupata di progettare per gli altri: enti locali, imprese, cooperative sociali; ma questa volta il progetto – che è anche l’emozione più bella che sto vivendo adesso – è una nuova impresa in tutti sensi. Remida ha tanti volti, i volti di un gruppo di ragazzi speciali e delle loro famiglie. Re Mida era un re con il potere straordinario di trasformare in oro tutto ciò che toccava; e in questo caso l’oro è il valore sociale ed etico di un progetto che lega la produzione agricola del limone, del miele e dell’olio – tutti gialli come l’oro – all’inclusione sociale. Un esperimento sociale e agricolo insieme: undici ettari di campagna siciliana dove il tempo lento della vita agricola è associato al tempo lento di alcune particolari disabilità. Al Sud siamo ancora molto lontani dal completare il passaggio da un welfare assistenziale ad uno di tipo inclusivo e generativo. I servizi e le realtà presenti sul territorio sono spesso respingenti e indifferenti al contesto sociale in cui ragazzi vivono, e così la maggior parte di loro, terminato il ciclo di studi, si ritrova nel baratro del niente, senza la possibilità di avere un’opportunità lavorativa, che è poi il metro della nostra capacità di restituzione alla società in cui viviamo. Nasce da questo bisogno spesso inascoltato la cosa più emozionante a cui sto lavorando adesso: una sfida culturale per molti, spesso per le stesse famiglie di questi ragazzi con disabilità, ma anche un’opportunità straordinaria: quella di provare a superare alcuni limiti e diventare produttivi, per loro stessi e per gli altri. L’impresa agricola e sociale prevederà, oltre alla produzione e alla lavorazione dei prodotti, una parte dedicata all’istruzione, dove i ragazzi, come soci lavoratori, avranno il compito insieme ad altri esperti di accogliere scolaresche così come lavoratori di altre imprese, per attività sia laboratoriali sia di formazione. La diversità è l’unico vero potenziale a nostra disposizione. Remida vuole trasformare questo potenziale, dimostrando a tutti che alle volte – a saperlo vedere – tra le nostre mani custodiamo l’oro.

Le interviste