Biografia

 Sono nato a Rieti, 48 anni fa. Fino alla fine del liceo sono cresciuto in campagna. Negli anni successivi ho vissuto a Gorizia, Parigi, Ginevra, Bruges, Firenze, Roma, Bruxelles. Da oltre quindici anni vivo stabilmente a Roma.

Attualmente sono Vice Presidente per le Relazioni Esterne di Translated, la società più interessante al mondo nel campo dell’IA applicata alle traduzioni – e la cui missione è quella di “permettere a chiunque di capire e farsi capire nella propria lingua”.

Da alcuni anni sono anche il Curatore del Festival del Pensare Contemporaneo di Piacenza e della Pratolungo Unconference, impegno che porto avanti grazie a Plurals, la società benefit che ho fondato nel 2023. Questi due progetti mi hanno convinto che l’arte di costruire ecosistemi sia ciò a cui, senza saperlo, mi sono sempre dedicato, e soprattutto ciò su cui adesso – e sempre di più – voglio investire.

Dal 2018 al 2022 sono stato Deputato della Repubblica, eletto nella circoscrizione estera “Europa” con +Europa, prima di passare al Gruppo Misto. In quegli anni ho portato avanti il mio impegno grazie a Movimenta, associazione politica che avevo co-fondato nel 2017. Alla Camera, ho messo in piedi e presieduto l’Intergruppo parlamentare sull’Intelligenza Artificiale e quello sull’orientamento degli studenti, e sono stato relatore per la proposta di legge “Doppia Laurea”.

In precedenza ho lavorato brevemente in Veneto per H-Farm, e fino al dicembre 2016 per il Governo italiano, come capo di gabinetto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini. Quando tre anni prima, a margine del primo Consiglio dei Ministri, mi avevano detto che ero il più giovane tra i capi di gabinetto, avevo pensato che il capo del Governo aveva appena tre anni più di me e che in realtà ero l’unico senza una laurea in giurisprudenza. Non ho mai controllato se fosse vero.

Prima di questo incarico sono stato consigliere per la diplomazia economica di Emma Bonino, durante il suo mandato come Ministro degli Affari esteri. In quei mesi alla Farnesina abbiamo lanciato un piano per l’attrazione degli investimenti esteri chiamato Destinazione Italia. Prima ancora, ho collaborato con Corrado Passera al Ministero dello Sviluppo economico. Abbiamo costituito una task force di dodici policy angels con cui abbiamo scritto il rapporto “Restart, Italia!”, e alla fine del 2012 abbiamo varato la prima legge italiana sulle startup innovative.

Prima di rientrare in Italia nel marzo 2012, ho lavorato per due anni a Bruxelles, presso il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea, aiutando a turno i ministri delle Finanze ungherese, polacco e danese – nel loro ruolo di presidenti (per sei mesi ciascuno) dell’ECOFIN – negli incontri ministeriali del G20.

Ancora prima ho lavorato a Roma nell’ufficio di Palazzo Chigi che tra il 2008 e il 2009 ha negoziato gli impegni presi a L’Aquila dai Paesi del G8, e tra il 2007 e il 2008 come ghost writer di Emma Bonino, al tempo Ministro del Commercio internazionale e per gli Affari europei. A quest’ultima esperienza ero arrivato grazie ad un periodo a Ginevra presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio e uno a Bruxelles presso la Commissione europea, nel gabinetto dell’allora presidente Romano Prodi.

Ho un Ph.D. in Scienze Politiche e Sociali dell’Istituto Universitario Europeo di Fiesole, e un Master in Affari europei del Collegio d’Europa di Bruges. Per diversi anni ho tenuto un corso sulle relazioni esterne dell’Unione europea presso l’Istituto di Studi Politici di Parigi ed uno sul policy design presso la School of Government della LUISS di Roma. Tra il 2005 e il 2010 ho pubblicato alcuni articoli scientifici sull’integrazione europea. In uno di questi – ormai quasi vent’anni fa – ho provato a spiegare perché saremmo irrimediabilmente finiti in un vicolo cieco.

Infine, se questa bio fosse stata una epigrafe, probabilmente non avrei messo niente di tutto ciò e avrei scritto solamente: “Ho pubblicato tre romanzi. Ho saltato col paracadute. Ho due figli che ogni giorno mi insegnano qualcosa e sono innamorato. Con gli anni ho capito che la cosa più importante è non smettere mai di conoscere gli altri, perché rimane questo l’unico modo per continuare a conoscere se stessi”.

 

 

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