Persone da non perdere

  • Alex Braga Alex Braga

    (Novara, 1976) è un musicista, produttore e imprenditore sperimentale. Ha pubblicato da poco il disco Spleen Machine con la prestigiosa etichetta tedesca !K7. Negli anni ha fatto un ricorso crescente all'intelligenza artificiale per la sua produzione artistica, creando A-Mint, una sofisticata intelligenza artificiale sviluppata in collaborazione con l'università RomaTre. Ha ottenuto la nomination ad Ars Electronica, gli oscar dell'arte digitale mondiale. Durante il primo lockdown ha progettato e realizzato A-LIVE, una piattaforma di livestreaming di nuova concezione, che consente la fruizione immersiva da remoto di concerti dal vivo e l'interazione in tempo reale tra artisti e pubblico, e la cui prima esibizione è stata realizzata a settembre all'arena di Verona con 45 cantanti – tra cui Achille Lauro, Elisa, Mamhood, Elodie, Subsonica, Salmo, Tommaso Paradiso e molti altri – e 38.787 ticket digitali distribuiti tra spettatori paganti e sponsor.

    Qualcosa di particolarmente emozionante a cui stai lavorando?

    Lavorare sulle emozioni è l'ambizione di chiunque provi fare un mestiere legato all'arte. Le emozioni proprie, le emozioni degli altri. Quello che stiamo vivendo è un momento molto delicato, nel quale le emozioni rischiano di diluirsi tra gli affanni, i problemi, le incertezze e la mancanza di un'ipotesi di futuro. Ecco perché a volte bisogna tornare a concentrarsi sul primordiale, magari rimescolandolo e impastandolo con un po' di futuristico e di ultratecnologico. Insieme a Connect4Climate, Nazioni Unite, Banca Mondiale e a molti altri partner, sto creando in un'area rurale dell'alto Lazio il primo insediamento al mondo stampato in 3D in terra e fibra di riso, stampato on site e usando la terra del luogo. La creazione di quella che abbiamo ribattezzato Evolutional Farm è l'emozione più importante che mi pervade in questo difficile periodo di poca prospettiva. L'ultratecnologia al servizio della sostenibilità, intesa come sostenibilità ambientale ma anche esistenziale, è il motore di questa ricerca. Sarà un luogo dove letteralmente coltivare le idee per poi raccogliere un futuro diverso.

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Mettetevi scomodi

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Passare le sere

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Arrivare in quota

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  • I solitari (2016) I solitari (2016)

    Nelle migliori librerie

    “Stiamo perdendo le nostre radici”, aveva continuato Massimo con la forchetta in mano. “E non venirmi a dire che è sempre successo, che gli italiani sono emigrati a milioni nell’Ottocento, o dopo la Guerra. Questa volta è diverso. Noi non emigriamo, siamo solo in continuo movimento. Ci spostiamo due anni in una città, tre anni in un’altra, sei mesi in un’altra ancora. Non facciamo nemmeno in tempo ad acclimatarci. Perdiamo le nostre radici, ma senza più riuscire a metterne di nuove”.

    Sei amici trentenni, nel pieno delle loro carriere, decidono di prendersi una lunga pausa da tutto. Passeranno alcuni mesi isolati in un borgo di ruderi circondato dai faggi, con manovali immigrati, anziani del posto, Serena, Petra, e un elefante. Ciascuno con il proprio segreto, e tutti con una promessa comune da mantenere.

    I solitari è un ritorno a casa epico. È un romanzo su ciò che ci aspetta quando lasciamo andare tutto ciò che di importante abbiamo creduto di possedere fino a quel momento.

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