I millennials per l'Europa

Non sarà una riforma dei Trattati a salvare il continente, ma un movimento di nativi europei. Read more

Il mio TEDx su La Buona Scuola

Come disegnare una riforma da 3 miliardi. Perché è con l'istruzione che facciamo crescere il Paese. Read more

Next Snia: il report completo

Recuperare la vecchia fabbrica dismessa al centro di Rieti. Come tanti forestieri ricostruiscono l'identità di una città. Read more

Persone da non perdere

  • Annalisa Bonfiglio Annalisa Bonfiglio
    (Chiavari 1966) Professoressa di Bioingegneria Elettronica e Informatica all’Università di Cagliari, e dal 2015 Pro-rettrice all’innovazione, impegnata a costruire progetti condivisi che contribuiscano a rinnovare e rinvigorire il ruolo dell’Università nel territorio sardo. Da pochi giorni è presidente del Centro Ricerche, Sviluppo, Studi Superiori in Sardegna (CRS4). Vive e lavora a Cagliari, anche se non ha mai tagliato le radici con la sua terra di origine, la Liguria. È una persona gratificata dal vedere le cose realizzarsi, e ha sempre applicato questo approccio in tutti i settori in cui si è trovata a lavorare. Non si lascia mai spaventare dalla fatica, e si fa continuamente domande sul contributo che può dare, anche se non sempre riesce a ricavarne delle risposte soddisfacenti. Più di tutto, le piace conoscere persone da cui imparare, non importa cosa.

    Qualcosa di particolarmente emozionante a cui stai lavorando adesso?

    Sono appena stata nominata a capo di un centro di ricerca con una storia molto importante, il CRS4, in Sardegna. Sapere che il primo presidente di questo centro è stato Carlo Rubbia mi fa tremare i polsi, mi inorgoglisce, e mi riporta al tempo in cui mi iscrissi a Fisica, nel lontano 1986, appena due anni dopo il Nobel proprio a Rubbia. Ricordo che fu in quel momento che mi resi conto che avrei potuto mettermi alla prova con una materia che mi affascinava moltissimo ma di cui ancora avevo capito poco. Meno ancora sapevo del mestiere del fisico, e alla fine penso che se sono qui, è per una fortunosa serie di sliding doors che si sono aperte o chiuse al momento giusto; e che i mestieri non sono codificati in partenza, ma sono ciò che ognuno di noi decide di farne strada facendo. Adesso ho davanti un compito affascinante ed estremamente stimolante, di cui sento una grandissima responsabilità e che non vedo l’ora di iniziare. Voglio mettere in gioco tutto ciò che ho imparato da ricercatrice, e più recentemente da prorettore, per contribuire ad un’evoluzione che dia alla Sardegna – mia patria di adozione – la dimensione internazionale che merita. Cagliari è al centro del Mediterraneo e sono profondamente convintache il suo futuro possa venire da uno sviluppo basato sulla conoscenza, dove le tradizioni si evolvono lungo un percorso che il CRS4 ha già molto contribuito a tracciare sin dai suoi primi anni di vita, quando a Cagliari si è manifestata una serie di eventi e persone che ne ha fatto una delle capitali del digitale in Italia. Credo che sia nostro preciso compito mantenere uno sguardo lucido su quanto e come la tecnologia digitale stia cambiando la nostra società anche negli aspetti apparentemente meno immediati, come quelli socio-culturali. Un centro come il CRS4 deve essere questo: un punto di riferimento non solo scientifico, un polo di attrazione per aziende e persone che credano nella conoscenza scientifica e tecnologica come irrinunciabile motore dello sviluppo umano.

    Leggi tutto...
  • I solitari (2016) I solitari (2016)

    Nelle migliori librerie

    “Stiamo perdendo le nostre radici”, aveva continuato Massimo con la forchetta in mano. “E non venirmi a dire che è sempre successo, che gli italiani sono emigrati a milioni nell’Ottocento, o dopo la Guerra. Questa volta è diverso. Noi non emigriamo, siamo solo in continuo movimento. Ci spostiamo due anni in una città, tre anni in un’altra, sei mesi in un’altra ancora. Non facciamo nemmeno in tempo ad acclimatarci. Perdiamo le nostre radici, ma senza più riuscire a metterne di nuove”.

    Sei amici trentenni, nel pieno delle loro carriere, decidono di prendersi una lunga pausa da tutto. Passeranno alcuni mesi isolati in un borgo di ruderi circondato dai faggi, con manovali immigrati, anziani del posto, Serena, Petra, e un elefante. Ciascuno con il proprio segreto, e tutti con una promessa comune da mantenere.

    I solitari è un ritorno a casa epico. È un romanzo su ciò che ci aspetta quando lasciamo andare tutto ciò che di importante abbiamo creduto di possedere fino a quel momento.

    Leggi tutto...